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Marina Mander, una scrittrice persa nell'ipocondria fantastica

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Milano (TMNews) - La malattia è uno dei grandi temi della letteratura moderna, basti pensare a Proust o alla Montagna incantata di Thomas Mann. Ma della malattia si può anche ridere, soprattutto se, come insegna Moliere, il malato finisce con l'essere immaginario. E proprio questa è l'operazione che Marina Mander compie in maniera brillante nella sua raccolta di racconti, "Ipocondria fantastica", che esce per l'editore Et.Al."I personaggi di questi racconti - ci ha spiegato la scrittrice di origine triestina nella Libreria del mondo offeso a Milano - sono affetti da malattie. Le malattie sono tutte vere, ma quello che è fantastico è il modo in cui ogni personaggio troverà delle soluzioni". Tra mangiatori di carta, anziani che scoprono le meraviglie bifronti del Viagra, sfinteri che parlano e un ragazzo, nel racconto forse più commovente, che non sente gli odori, Marina Mander scatta una fotografia ironica e affettuosa delle nostre ansie. Che anche a 12 anni dalla prima apparizione del libro resta di grande attualità."Molti dei temi del libro - ha aggiunto la scrittrice - sono diventati realtà. Per esempio i cinesi si sono messi a produrre delle creme di bellezza a base di spermina, i ragazzini si fanno venire la sindrome del tunnel carpale per il troppo digitare messaggini, due mesi fa un anziano signore è venuto a Milano, ha noleggiato due escort e ha deciso di morire forse nel migliore dei modi, con un'overdose di Viagra".Il divertimento è assicurato, ma non dimentichiamo che si tratta sempre di racconti filosofici. Come se Voltaire si concedesse una serata al Grande Fratello, ma rimanendo pur sempre Voltarie.

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